ID:
GIU0880
Durata (ore):
50
CFU:
8
SSD:
DIRITTO CANONICO E DIRITTO ECCLESIASTICO
Sede:
Varese - Università degli Studi dell'Insubria
Anno:
2026
Dati Generali
Periodo di attività
Primo Semestre (18/09/2026 - 18/12/2026)
Syllabus
Obiettivi Formativi
Obiettivi formativi
L’insegnamento si colloca tra le attività affini e integrative del Corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza (percorso linguistico e internazionale, SSD IUS/11) e concorre agli obiettivi formativi specifici del Corso di Studio, fornendo ai futuri operatori del diritto gli strumenti per comprendere il sistema internazionale dei diritti dell’uomo nella sua concreta interazione con le tradizioni religiose e culturali. Muovendo dagli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dalle convenzioni internazionali ad essa correlate, il corso persegue i seguenti obiettivi:
O1. Fornire un inquadramento sistematico del sistema dei diritti umani nel diritto internazionale, dalla genesi storica alla positivizzazione operata dal costituzionalismo del secondo dopoguerra, fino all’articolazione pattizia e al ruolo dei Treaty Bodies.
O2. Sviluppare la capacità di analisi e interpretazione critica delle problematiche culturali e religiose connesse all’implementazione dei diritti umani e della questione relativa alla loro effettiva universalità, anche con riferimento alle tradizioni musulmana e asiatica.
O3. Abilitare lo studente ad applicare le conoscenze teoriche generali all’analisi di tematiche specifiche dell’Agenda 2030 (questione ecologica, diritti della donna, diritti dell’infanzia, diritto all’istruzione), con particolare attenzione al quadro euro-mediterraneo.
O4. Costruire competenze operative di lavoro collaborativo e di redazione di documenti tecnico-giuridici in contesti internazionali, attraverso la metodologia dei workshop.
O5. Promuovere un’attitudine autonoma all’analisi comparativa e critica dei condizionamenti sociali, politici, culturali e religiosi nell’applicazione dei diritti umani.
Risultati di apprendimento attesi
Al termine dell’insegnamento, lo studente sarà in grado di:
Conoscenza e comprensione (Descrittore di Dublino 1 – rif. O1):
R1. Descrivere la genesi, lo sviluppo storico e l’articolazione giuridica del sistema internazionale dei diritti umani.
R2. Illustrare la struttura dei trattati internazionali sui diritti umani, il ruolo dei Treaty Bodies e le interpretazioni originalista e progressista.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione (Descrittore di Dublino 2 – rif. O3, O4):
R3. Applicare le categorie teoriche dei diritti umani all’analisi delle tematiche specifiche dell’Agenda 2030.
R4. Elaborare, in contesto collaborativo, documenti tecnico-giuridici relativi ai temi dello sviluppo sostenibile.
Autonomia di giudizio (Descrittore di Dublino 3 – rif. O2, O5):
R5. Valutare criticamente la rilevanza giuridica delle riserve culturali e religiose e la questione dell’universalità dei diritti umani, riconoscendo i condizionamenti sociali, politici e culturali.
Abilità comunicative (Descrittore di Dublino 4 – rif. O4):
R6. Comunicare in forma scritta e orale, con lessico tecnico-giuridico appropriato e in prospettiva comparata, argomentando le proprie valutazioni.
Capacità di apprendimento (Descrittore di Dublino 5 – rif. O5):
R7. Sviluppare un metodo autonomo di aggiornamento e di analisi critica applicabile a nuovi scenari del rapporto tra diritti umani, religioni e cooperazione internazionale.
L’insegnamento si colloca tra le attività affini e integrative del Corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza (percorso linguistico e internazionale, SSD IUS/11) e concorre agli obiettivi formativi specifici del Corso di Studio, fornendo ai futuri operatori del diritto gli strumenti per comprendere il sistema internazionale dei diritti dell’uomo nella sua concreta interazione con le tradizioni religiose e culturali. Muovendo dagli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dalle convenzioni internazionali ad essa correlate, il corso persegue i seguenti obiettivi:
O1. Fornire un inquadramento sistematico del sistema dei diritti umani nel diritto internazionale, dalla genesi storica alla positivizzazione operata dal costituzionalismo del secondo dopoguerra, fino all’articolazione pattizia e al ruolo dei Treaty Bodies.
O2. Sviluppare la capacità di analisi e interpretazione critica delle problematiche culturali e religiose connesse all’implementazione dei diritti umani e della questione relativa alla loro effettiva universalità, anche con riferimento alle tradizioni musulmana e asiatica.
O3. Abilitare lo studente ad applicare le conoscenze teoriche generali all’analisi di tematiche specifiche dell’Agenda 2030 (questione ecologica, diritti della donna, diritti dell’infanzia, diritto all’istruzione), con particolare attenzione al quadro euro-mediterraneo.
O4. Costruire competenze operative di lavoro collaborativo e di redazione di documenti tecnico-giuridici in contesti internazionali, attraverso la metodologia dei workshop.
O5. Promuovere un’attitudine autonoma all’analisi comparativa e critica dei condizionamenti sociali, politici, culturali e religiosi nell’applicazione dei diritti umani.
Risultati di apprendimento attesi
Al termine dell’insegnamento, lo studente sarà in grado di:
Conoscenza e comprensione (Descrittore di Dublino 1 – rif. O1):
R1. Descrivere la genesi, lo sviluppo storico e l’articolazione giuridica del sistema internazionale dei diritti umani.
R2. Illustrare la struttura dei trattati internazionali sui diritti umani, il ruolo dei Treaty Bodies e le interpretazioni originalista e progressista.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione (Descrittore di Dublino 2 – rif. O3, O4):
R3. Applicare le categorie teoriche dei diritti umani all’analisi delle tematiche specifiche dell’Agenda 2030.
R4. Elaborare, in contesto collaborativo, documenti tecnico-giuridici relativi ai temi dello sviluppo sostenibile.
Autonomia di giudizio (Descrittore di Dublino 3 – rif. O2, O5):
R5. Valutare criticamente la rilevanza giuridica delle riserve culturali e religiose e la questione dell’universalità dei diritti umani, riconoscendo i condizionamenti sociali, politici e culturali.
Abilità comunicative (Descrittore di Dublino 4 – rif. O4):
R6. Comunicare in forma scritta e orale, con lessico tecnico-giuridico appropriato e in prospettiva comparata, argomentando le proprie valutazioni.
Capacità di apprendimento (Descrittore di Dublino 5 – rif. O5):
R7. Sviluppare un metodo autonomo di aggiornamento e di analisi critica applicabile a nuovi scenari del rapporto tra diritti umani, religioni e cooperazione internazionale.
Prerequisiti
Costituiscono utile base di riferimento le conoscenze di diritto internazionale, diritto ecclesiastico e diritto canonico/comparato delle religioni, diritto dell’Unione Europea e diritto pubblico-costituzionale. Non sono previsti vincoli di propedeuticità dal Regolamento Didattico del Corso di Studio.
Metodi didattici
La didattica dell’insegnamento adotta un approccio integrato e coerente con i risultati di apprendimento attesi. Accanto a lezioni frontali di inquadramento teorico e normativo, finalizzate all’acquisizione delle conoscenze di base (rif. R1, R2), sono previsti ampi momenti di co-working partecipativo (flipped classrooms) condotti su testi giuridici e politici, volti a sviluppare le capacità applicative e l’autonomia di giudizio (rif. R3, R5). Il corso prevede approfondimenti seminariali affidati a esperti esterni, con cui gli studenti interagiscono per verificare e approfondire le tematiche trattate (rif. R7). I due workshop del secondo modulo consentono la sperimentazione di molteplici tecniche di lavoro e la redazione collaborativa di documenti tecnico-giuridici (rif. R4, R6). Il materiale didattico è reso disponibile sulla piattaforma e-learning di Ateneo.
Verifica Apprendimento
La verifica dell’apprendimento consente allo studente di scegliere tra due modalità, entrambe volte ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi.
1. Discussione di una “tesina” su un tema trattato nel corso o ad esso afferente. L’elaborato può essere redatto anche nell’ambito delle attività del Centro di Ricerca REDESM (Religioni e diritti nello Spazio mediterraneo, www.redesm.org), secondo modalità concordate con il docente. Questa prova accerta in particolare la capacità di applicare le categorie teoriche a tematiche specifiche, l’autonomia di giudizio, le abilità comunicative e la capacità di apprendimento (rif. R3, R4, R5, R6, R7).
2. Colloquio orale sul programma del corso, eventualmente integrato da un programma personalizzato concordato con il docente. Il colloquio accerta in particolare la conoscenza e comprensione dei contenuti, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative in prospettiva comparata (rif. R1, R2, R5, R6).
Parametri di valutazione e graduazione dei voti:
18-21: lo studente dimostra una conoscenza sufficiente ma prevalentemente descrittiva dei contenuti, con un’esposizione non sempre organica e un uso limitato del lessico tecnico-giuridico.
22-24: lo studente dimostra una conoscenza discreta dei contenuti, con capacità di collegamento parziale tra gli istituti e un uso generalmente corretto della terminologia specialistica.
25-27: lo studente dimostra una buona padronanza dei contenuti, con capacità di analisi critica, argomentazione in prospettiva comparata e uso adeguato del lessico tecnico-giuridico.
28-30: lo studente dimostra una conoscenza approfondita e sistematica dei contenuti, con eccellente capacità di collegamento interdisciplinare, rigore argomentativo e piena padronanza della terminologia specialistica.
30 e lode: oltre ai requisiti della fascia precedente, lo studente manifesta originalità nell’argomentazione, profondità di analisi critica e autonoma capacità di rielaborazione dei contenuti.
L’attribuzione del voto finale è in trentesimi.
1. Discussione di una “tesina” su un tema trattato nel corso o ad esso afferente. L’elaborato può essere redatto anche nell’ambito delle attività del Centro di Ricerca REDESM (Religioni e diritti nello Spazio mediterraneo, www.redesm.org), secondo modalità concordate con il docente. Questa prova accerta in particolare la capacità di applicare le categorie teoriche a tematiche specifiche, l’autonomia di giudizio, le abilità comunicative e la capacità di apprendimento (rif. R3, R4, R5, R6, R7).
2. Colloquio orale sul programma del corso, eventualmente integrato da un programma personalizzato concordato con il docente. Il colloquio accerta in particolare la conoscenza e comprensione dei contenuti, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative in prospettiva comparata (rif. R1, R2, R5, R6).
Parametri di valutazione e graduazione dei voti:
18-21: lo studente dimostra una conoscenza sufficiente ma prevalentemente descrittiva dei contenuti, con un’esposizione non sempre organica e un uso limitato del lessico tecnico-giuridico.
22-24: lo studente dimostra una conoscenza discreta dei contenuti, con capacità di collegamento parziale tra gli istituti e un uso generalmente corretto della terminologia specialistica.
25-27: lo studente dimostra una buona padronanza dei contenuti, con capacità di analisi critica, argomentazione in prospettiva comparata e uso adeguato del lessico tecnico-giuridico.
28-30: lo studente dimostra una conoscenza approfondita e sistematica dei contenuti, con eccellente capacità di collegamento interdisciplinare, rigore argomentativo e piena padronanza della terminologia specialistica.
30 e lode: oltre ai requisiti della fascia precedente, lo studente manifesta originalità nell’argomentazione, profondità di analisi critica e autonoma capacità di rielaborazione dei contenuti.
L’attribuzione del voto finale è in trentesimi.
Contenuti
Il corso è articolato in due moduli da 25 ore ciascuno, per complessive 50 ore di didattica frontale.
Il primo modulo, di carattere teorico-sistematico, fornisce l’inquadramento del sistema dei diritti umani e delle problematiche connesse alla sua implementazione in contesti multiculturali e multireligiosi. I contenuti sono organizzati nelle seguenti unità tematiche:
Unità 1 – Genesi e sviluppo storico dei diritti umani (5 ore – rif. O1)
Unità 2 – La positivizzazione: costituzionalismo del secondo dopoguerra e trattati internazionali sui diritti umani (5 ore – rif. O1)
Unità 3 – I Treaty Bodies e le interpretazioni dei diritti umani (originalista e progressista) (5 ore – rif. O1)
Unità 4 – La rilevanza giuridica delle riserve culturali e religiose e la questione dell’universalità (5 ore – rif. O2)
Unità 5 – I diritti umani nelle tradizioni musulmana e asiatica (5 ore – rif. O2)
Il secondo modulo, di carattere operativo, si concentra sull’Agenda 2030 quale strumento globale e trasversale per la costruzione di società pacifiche, sostenibili, inclusive e giuste, con particolare attenzione al quadro euro-mediterraneo. Esso si articola in una fase di inquadramento e in due workshop, collocati indicativamente nella seconda parte del semestre in due giornate del lunedì. Ciascun workshop prevede una prima parte con relazioni di ospiti internazionali e una seconda parte con attività di gruppo dei partecipanti, chiamati a produrre un testo scritto sui temi trattati, discusso con gli ospiti e inoltrato all’Agenzia delle Nazioni Unite responsabile dell’Agenda 2030. Le unità tematiche sono le seguenti:
Unità 6 – L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: inquadramento e quadro euro-mediterraneo (9 ore – rif. O3)
Unità 7 – Workshop I: sviluppo sostenibile e diritti – la questione ecologica (8 ore – rif. O3, O4)
Unità 8 – Workshop II: diritti della donna, diritti dell’infanzia e diritto all’istruzione (8 ore – rif. O3, O4)
Carico didattico: l’insegnamento prevede 8 CFU, corrispondenti a un impegno complessivo di 200 ore, di cui 50 ore di didattica frontale e 150 ore di studio individuale. Le 50 ore di didattica frontale sono tenute in forma condivisa: prof. Camilleri (25 ore), prof. Antonio Angelucci (17 ore) e prof. Alessandro Ferrari (8 ore); il prof. Ferrari cura in particolare l’approfondimento su «Islam e diritti umani». La componente di diritto ecclesiastico (SSD IUS/11) corrisponde a 25 ore, ripartite tra il prof. Angelucci (17 ore) e il prof. Ferrari (8 ore).
Il primo modulo, di carattere teorico-sistematico, fornisce l’inquadramento del sistema dei diritti umani e delle problematiche connesse alla sua implementazione in contesti multiculturali e multireligiosi. I contenuti sono organizzati nelle seguenti unità tematiche:
Unità 1 – Genesi e sviluppo storico dei diritti umani (5 ore – rif. O1)
Unità 2 – La positivizzazione: costituzionalismo del secondo dopoguerra e trattati internazionali sui diritti umani (5 ore – rif. O1)
Unità 3 – I Treaty Bodies e le interpretazioni dei diritti umani (originalista e progressista) (5 ore – rif. O1)
Unità 4 – La rilevanza giuridica delle riserve culturali e religiose e la questione dell’universalità (5 ore – rif. O2)
Unità 5 – I diritti umani nelle tradizioni musulmana e asiatica (5 ore – rif. O2)
Il secondo modulo, di carattere operativo, si concentra sull’Agenda 2030 quale strumento globale e trasversale per la costruzione di società pacifiche, sostenibili, inclusive e giuste, con particolare attenzione al quadro euro-mediterraneo. Esso si articola in una fase di inquadramento e in due workshop, collocati indicativamente nella seconda parte del semestre in due giornate del lunedì. Ciascun workshop prevede una prima parte con relazioni di ospiti internazionali e una seconda parte con attività di gruppo dei partecipanti, chiamati a produrre un testo scritto sui temi trattati, discusso con gli ospiti e inoltrato all’Agenzia delle Nazioni Unite responsabile dell’Agenda 2030. Le unità tematiche sono le seguenti:
Unità 6 – L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: inquadramento e quadro euro-mediterraneo (9 ore – rif. O3)
Unità 7 – Workshop I: sviluppo sostenibile e diritti – la questione ecologica (8 ore – rif. O3, O4)
Unità 8 – Workshop II: diritti della donna, diritti dell’infanzia e diritto all’istruzione (8 ore – rif. O3, O4)
Carico didattico: l’insegnamento prevede 8 CFU, corrispondenti a un impegno complessivo di 200 ore, di cui 50 ore di didattica frontale e 150 ore di studio individuale. Le 50 ore di didattica frontale sono tenute in forma condivisa: prof. Camilleri (25 ore), prof. Antonio Angelucci (17 ore) e prof. Alessandro Ferrari (8 ore); il prof. Ferrari cura in particolare l’approfondimento su «Islam e diritti umani». La componente di diritto ecclesiastico (SSD IUS/11) corrisponde a 25 ore, ripartite tra il prof. Angelucci (17 ore) e il prof. Ferrari (8 ore).
Lingua Insegnamento
Italiano ed inglese
Altre informazioni
Il docente riceve su appuntamento o al termine delle lezioni ed è sempre raggiungibile all’indirizzo: antonio.angelucci@uninsubria.it. La bibliografia dell’insegnamento è compilata sul portale Leganto (https://www.uninsubria.it/leganto-testi). Gli studenti con esigenze specifiche (DSA, disabilità) sono invitati a contattare il docente per concordare le modalità di supporto. Il docente è disponibile ad accogliere studenti in tesi su tematiche coerenti con il programma dell’insegnamento.
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GIURISPRUDENZA VARESE
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