ID:
GIU0596
Durata (ore):
56
CFU:
8
SSD:
DIRITTO CANONICO E DIRITTO ECCLESIASTICO
Sede:
Como - Università degli Studi dell'Insubria
Anno:
2026
Dati Generali
Periodo di attività
Primo Semestre (26/09/2026 - 19/12/2026)
Syllabus
Obiettivi Formativi
L’insegnamento si colloca tra le attività di base del Corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza (SSD IUS/11, ambito costituzionalistico) e concorre agli obiettivi formativi specifici del Corso di Studio, fornendo ai futuri operatori del diritto gli strumenti per comprendere il modo in cui gli ordinamenti statuali – con particolare attenzione al caso italiano – regolano il fenomeno religioso, tutelano la libertà religiosa e si confrontano con le identità religiose nella sfera pubblica. Il corso assume come asse centrale il diritto fondamentale alla libertà religiosa, analizzato nella sua genesi storica, nella sua positivizzazione costituzionale e legislativa e nella concreta applicazione giurisprudenziale. In un contesto pluralistico nel quale le appartenenze religiose continuano a incidere sulle dinamiche sociali e politiche, il corso mira a sviluppare conoscenze giuridiche, capacità applicative e attitudine critica nell’analisi dei rapporti tra diritto, religioni e società contemporanea.
Muovendo dal modello italiano di disciplina del fenomeno religioso, il corso persegue i seguenti obiettivi:
O1. Fornire un inquadramento storico-giuridico della nascita e dello sviluppo della libertà religiosa, con particolare riferimento al modello occidentale, all’età liberale italiana e alla Conciliazione fascista.
O2. Presentare il modello costituzionale italiano di libertà religiosa, con riferimento agli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 Cost., ai lavori della Costituente, ai Patti lateranensi, alle intese e al principio supremo di laicità dello Stato.
O3. Sviluppare la capacità di analizzare l’attuazione del modello costituzionale, lo statuto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica, le confessioni senza intesa e la questione dell’islam.
O4. Abilitare lo studente ad applicare le conoscenze acquisite all’analisi di istituti e casi concreti relativi a matrimoni religiosi con effetti civili, finanziamento delle confessioni religiose, insegnamento della religione nella scuola pubblica e discriminazioni fondate sulla religione.
O5. Promuovere autonomia di giudizio, competenze argomentative e capacità di valutare criticamente informazioni e rappresentazioni provenienti da social media e mass media su temi religiosi e giuridici.
Risultati di apprendimento attesi
Al termine dell’insegnamento, lo studente sarà in grado di:
Conoscenza e comprensione (Descrittore di Dublino 1 – rif. O1, O2):
R1. Descrivere la nascita e lo sviluppo storico-giuridico della libertà religiosa nel modello occidentale e nell’esperienza italiana.
R2. Illustrare il modello costituzionale italiano di disciplina del fenomeno religioso, con particolare riferimento alle fonti costituzionali e legislative, ai Patti lateranensi, alle intese e al principio di laicità.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione (Descrittore di Dublino 2 – rif. O3, O4):
R3. Applicare le categorie acquisite all’analisi della giurisprudenza costituzionale e ordinaria in materia di libertà religiosa, confessioni religiose e pluralismo.
R4. Analizzare casi pratici relativi agli istituti giuridici trattati, individuando le fonti pertinenti e le possibili soluzioni interpretative.
Autonomia di giudizio (Descrittore di Dublino 3 – rif. O3, O5):
R5. Valutare criticamente le questioni giuridiche riguardanti i gruppi religiosi nelle società pluralistiche, riconoscendo i nessi tra produzione normativa, giurisprudenza, dinamiche sociali e rappresentazioni mediatiche.
Abilità comunicative (Descrittore di Dublino 4 – rif. O5):
R6. Comunicare in forma orale e scritta, con lessico giuridico appropriato, gli elementi principali delle questioni esaminate, argomentando le proprie valutazioni.
Capacità di apprendimento (Descrittore di Dublino 5 – rif. O5):
R7. Rielaborare autonomamente le conoscenze acquisite e sviluppare un metodo personale di analisi critica delle trasformazioni del rapporto tra diritto, religioni e società contemporanea.
Muovendo dal modello italiano di disciplina del fenomeno religioso, il corso persegue i seguenti obiettivi:
O1. Fornire un inquadramento storico-giuridico della nascita e dello sviluppo della libertà religiosa, con particolare riferimento al modello occidentale, all’età liberale italiana e alla Conciliazione fascista.
O2. Presentare il modello costituzionale italiano di libertà religiosa, con riferimento agli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 Cost., ai lavori della Costituente, ai Patti lateranensi, alle intese e al principio supremo di laicità dello Stato.
O3. Sviluppare la capacità di analizzare l’attuazione del modello costituzionale, lo statuto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica, le confessioni senza intesa e la questione dell’islam.
O4. Abilitare lo studente ad applicare le conoscenze acquisite all’analisi di istituti e casi concreti relativi a matrimoni religiosi con effetti civili, finanziamento delle confessioni religiose, insegnamento della religione nella scuola pubblica e discriminazioni fondate sulla religione.
O5. Promuovere autonomia di giudizio, competenze argomentative e capacità di valutare criticamente informazioni e rappresentazioni provenienti da social media e mass media su temi religiosi e giuridici.
Risultati di apprendimento attesi
Al termine dell’insegnamento, lo studente sarà in grado di:
Conoscenza e comprensione (Descrittore di Dublino 1 – rif. O1, O2):
R1. Descrivere la nascita e lo sviluppo storico-giuridico della libertà religiosa nel modello occidentale e nell’esperienza italiana.
R2. Illustrare il modello costituzionale italiano di disciplina del fenomeno religioso, con particolare riferimento alle fonti costituzionali e legislative, ai Patti lateranensi, alle intese e al principio di laicità.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione (Descrittore di Dublino 2 – rif. O3, O4):
R3. Applicare le categorie acquisite all’analisi della giurisprudenza costituzionale e ordinaria in materia di libertà religiosa, confessioni religiose e pluralismo.
R4. Analizzare casi pratici relativi agli istituti giuridici trattati, individuando le fonti pertinenti e le possibili soluzioni interpretative.
Autonomia di giudizio (Descrittore di Dublino 3 – rif. O3, O5):
R5. Valutare criticamente le questioni giuridiche riguardanti i gruppi religiosi nelle società pluralistiche, riconoscendo i nessi tra produzione normativa, giurisprudenza, dinamiche sociali e rappresentazioni mediatiche.
Abilità comunicative (Descrittore di Dublino 4 – rif. O5):
R6. Comunicare in forma orale e scritta, con lessico giuridico appropriato, gli elementi principali delle questioni esaminate, argomentando le proprie valutazioni.
Capacità di apprendimento (Descrittore di Dublino 5 – rif. O5):
R7. Rielaborare autonomamente le conoscenze acquisite e sviluppare un metodo personale di analisi critica delle trasformazioni del rapporto tra diritto, religioni e società contemporanea.
Prerequisiti
Sono particolarmente utili, per affrontare con consapevolezza il corso, le conoscenze acquisite nei corsi di Diritto privato e, soprattutto, di Diritto costituzionale del primo anno, con particolare riguardo al sistema delle fonti e ai diritti fondamentali. La natura fortemente interdisciplinare del Diritto ecclesiastico richiederà l’introduzione anticipata di alcuni temi che verranno poi approfonditi nei corsi successivi. Si consiglia la frequenza congiunta del corso di Diritto canonico e diritto comparato delle religioni quale complemento naturale e ideale nel percorso formativo del giurista contemporaneo. Restano fermi gli eventuali vincoli di propedeuticità previsti dal Regolamento didattico del Corso di Studio.
Metodi didattici
La didattica dell’insegnamento adotta un approccio integrato, coerente con i risultati di apprendimento attesi. Accanto a lezioni frontali finalizzate all’acquisizione delle conoscenze di base sul diritto di libertà religiosa, sul modello costituzionale italiano e sui rapporti tra ordinamenti statuali e identità religiose (rif. R1, R2), sono previste attività di gruppo dedicate all’analisi di testi, sentenze e casi pratici, volte a sviluppare capacità applicative, autonomia di giudizio e competenze comunicative (rif. R3, R4, R5, R6).
Sono incoraggiati gli interventi e la partecipazione attiva degli studenti. Particolare importanza è attribuita all’approccio diretto alla giurisprudenza, specialmente costituzionale, al fine di abituare gli studenti al confronto con le decisioni giudiziarie e con le tecniche dell’argomentazione giuridica. Al termine di ogni lezione verranno riservati alcuni minuti per rispondere individualmente a una domanda scritta, corretta dal docente, al fine di promuovere la riflessività e monitorare l’andamento del corso (rif. R5, R7). I materiali didattici sono distribuiti durante le lezioni e caricati sulle piattaforme Leganto ed e-learning.
Sono incoraggiati gli interventi e la partecipazione attiva degli studenti. Particolare importanza è attribuita all’approccio diretto alla giurisprudenza, specialmente costituzionale, al fine di abituare gli studenti al confronto con le decisioni giudiziarie e con le tecniche dell’argomentazione giuridica. Al termine di ogni lezione verranno riservati alcuni minuti per rispondere individualmente a una domanda scritta, corretta dal docente, al fine di promuovere la riflessività e monitorare l’andamento del corso (rif. R5, R7). I materiali didattici sono distribuiti durante le lezioni e caricati sulle piattaforme Leganto ed e-learning.
Verifica Apprendimento
La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, secondo modalità differenziate per studenti frequentanti e non frequentanti.
Studenti frequentanti
La qualifica di studente frequentante è accertata mediante le risposte scritte individuali raccolte al termine delle lezioni. Su un totale di 56 ore di didattica, è ammessa un’assenza massima di 6 ore. Gli studenti frequentanti sostengono una prova scritta al termine del corso, avente ad oggetto i contenuti delle lezioni e i documenti distribuiti durante il corso e caricati sulle piattaforme Leganto ed e-learning. Per gli studenti frequentanti è previsto un pre-appello al termine delle lezioni, secondo le modalità comunicate dal docente durante il corso. L’accesso al pre-appello è riservato agli studenti che abbiano maturato la qualifica di frequentante secondo il criterio sopra indicato.
La prova scritta ha durata di 150 minuti e prevede 5 domande aperte, tutte di pari peso: 2 di tipo descrittivo e 3 volte a valutare l’abilità nell’applicazione delle conoscenze, attraverso la soluzione di due casi pratici e il commento di un titolo di giornale. La prova accerta in particolare conoscenza e comprensione, capacità di applicare le conoscenze, autonomia di giudizio, abilità comunicative e capacità di rielaborazione personale (rif. R1-R7).
Studenti non frequentanti
Gli studenti non frequentanti sostengono l’esame attraverso una prova orale sul programma e sui testi indicati nella bibliografia dell’insegnamento, compilata e aggiornata sul portale Leganto. Il colloquio orale accerta in particolare la conoscenza e comprensione dei contenuti, la capacità di collegamento tra fonti, principi, istituti e casi giurisprudenziali, l’autonomia di giudizio e l’uso appropriato del lessico giuridico (rif. R1, R2, R5, R6).
Parametri di valutazione e graduazione dei voti:
18-21: lo studente dimostra una conoscenza sufficiente ma prevalentemente descrittiva dei contenuti, con esposizione non sempre organica e uso limitato del lessico giuridico-specialistico.
22-24: lo studente dimostra una conoscenza discreta dei contenuti, con capacità di collegamento parziale tra fonti, principi e istituti e uso generalmente corretto della terminologia specialistica.
25-27: lo studente dimostra una buona padronanza dei contenuti, con capacità di analisi critica, argomentazione giuridica e uso adeguato del lessico specialistico.
28-30: lo studente dimostra una conoscenza approfondita e sistematica dei contenuti, con eccellente capacità di collegamento tra fonti, giurisprudenza, istituti e contesti storico-politici, rigore argomentativo e piena padronanza della terminologia specialistica.
30 e lode: oltre ai requisiti della fascia precedente, lo studente manifesta originalità nell’argomentazione, profondità di analisi critica e autonoma capacità di rielaborazione dei contenuti.
L’attribuzione del voto finale è in trentesimi.
Studenti frequentanti
La qualifica di studente frequentante è accertata mediante le risposte scritte individuali raccolte al termine delle lezioni. Su un totale di 56 ore di didattica, è ammessa un’assenza massima di 6 ore. Gli studenti frequentanti sostengono una prova scritta al termine del corso, avente ad oggetto i contenuti delle lezioni e i documenti distribuiti durante il corso e caricati sulle piattaforme Leganto ed e-learning. Per gli studenti frequentanti è previsto un pre-appello al termine delle lezioni, secondo le modalità comunicate dal docente durante il corso. L’accesso al pre-appello è riservato agli studenti che abbiano maturato la qualifica di frequentante secondo il criterio sopra indicato.
La prova scritta ha durata di 150 minuti e prevede 5 domande aperte, tutte di pari peso: 2 di tipo descrittivo e 3 volte a valutare l’abilità nell’applicazione delle conoscenze, attraverso la soluzione di due casi pratici e il commento di un titolo di giornale. La prova accerta in particolare conoscenza e comprensione, capacità di applicare le conoscenze, autonomia di giudizio, abilità comunicative e capacità di rielaborazione personale (rif. R1-R7).
Studenti non frequentanti
Gli studenti non frequentanti sostengono l’esame attraverso una prova orale sul programma e sui testi indicati nella bibliografia dell’insegnamento, compilata e aggiornata sul portale Leganto. Il colloquio orale accerta in particolare la conoscenza e comprensione dei contenuti, la capacità di collegamento tra fonti, principi, istituti e casi giurisprudenziali, l’autonomia di giudizio e l’uso appropriato del lessico giuridico (rif. R1, R2, R5, R6).
Parametri di valutazione e graduazione dei voti:
18-21: lo studente dimostra una conoscenza sufficiente ma prevalentemente descrittiva dei contenuti, con esposizione non sempre organica e uso limitato del lessico giuridico-specialistico.
22-24: lo studente dimostra una conoscenza discreta dei contenuti, con capacità di collegamento parziale tra fonti, principi e istituti e uso generalmente corretto della terminologia specialistica.
25-27: lo studente dimostra una buona padronanza dei contenuti, con capacità di analisi critica, argomentazione giuridica e uso adeguato del lessico specialistico.
28-30: lo studente dimostra una conoscenza approfondita e sistematica dei contenuti, con eccellente capacità di collegamento tra fonti, giurisprudenza, istituti e contesti storico-politici, rigore argomentativo e piena padronanza della terminologia specialistica.
30 e lode: oltre ai requisiti della fascia precedente, lo studente manifesta originalità nell’argomentazione, profondità di analisi critica e autonoma capacità di rielaborazione dei contenuti.
L’attribuzione del voto finale è in trentesimi.
Contenuti
Il corso fornisce un inquadramento storico, costituzionale e applicativo del diritto di libertà religiosa nell’ordinamento italiano, con particolare attenzione al rapporto tra produzione normativa, giurisprudenza, pluralismo religioso e trasformazioni della sfera pubblica.
I contenuti sono organizzati in quattro unità tematiche: una storico-introduttiva, una dedicata al modello costituzionale italiano e due di carattere applicativo, dedicate rispettivamente all’attuazione del modello costituzionale e ad alcuni istituti giuridici rilevanti. Le Unità 3 e 4 sono arricchite dall’analisi di sentenze, casi pratici, testi giuridici, titoli di giornale e rappresentazioni mediatiche delle questioni religiose nella società contemporanea.
Unità 1 – La nascita della libertà religiosa: Westphalia, il modello occidentale delle “religioni di chiese”, il caso italiano, il modello separatista liberale e la Conciliazione fascista (rif. O1)
Unità 2 – Il modello costituzionale italiano: libertà religiosa istituzionale (artt. 7 e 8 Cost.), libertà religiosa personale (artt. 19 e 20 Cost.), artt. 2 e 3 Cost., lavori preparatori della Costituente, Patti lateranensi e intese (rif. O2)
Unità 3 – Il principio supremo di laicità dello Stato e l’attuazione del modello costituzionale: nozione di confessione religiosa, autonomia delle confessioni, libertà religiosa individuale e collettiva, principio di non discriminazione, confessioni diverse dalla cattolica, confessioni senza intesa, questione dell’islam, dibattito sulla legge generale sulla libertà religiosa, giurisprudenza costituzionale e casi pratici (rif. O2, O3, O5)
Unità 4 – Secolarizzazione, pluralismo e tenuta degli assetti normativi: matrimoni religiosi con effetti civili, finanziamento delle confessioni religiose, insegnamento della religione nella scuola pubblica, discriminazioni fondate sulla religione, casi giudiziari e dibattito pubblico (rif. O4, O5)
I contenuti sono organizzati in quattro unità tematiche: una storico-introduttiva, una dedicata al modello costituzionale italiano e due di carattere applicativo, dedicate rispettivamente all’attuazione del modello costituzionale e ad alcuni istituti giuridici rilevanti. Le Unità 3 e 4 sono arricchite dall’analisi di sentenze, casi pratici, testi giuridici, titoli di giornale e rappresentazioni mediatiche delle questioni religiose nella società contemporanea.
Unità 1 – La nascita della libertà religiosa: Westphalia, il modello occidentale delle “religioni di chiese”, il caso italiano, il modello separatista liberale e la Conciliazione fascista (rif. O1)
Unità 2 – Il modello costituzionale italiano: libertà religiosa istituzionale (artt. 7 e 8 Cost.), libertà religiosa personale (artt. 19 e 20 Cost.), artt. 2 e 3 Cost., lavori preparatori della Costituente, Patti lateranensi e intese (rif. O2)
Unità 3 – Il principio supremo di laicità dello Stato e l’attuazione del modello costituzionale: nozione di confessione religiosa, autonomia delle confessioni, libertà religiosa individuale e collettiva, principio di non discriminazione, confessioni diverse dalla cattolica, confessioni senza intesa, questione dell’islam, dibattito sulla legge generale sulla libertà religiosa, giurisprudenza costituzionale e casi pratici (rif. O2, O3, O5)
Unità 4 – Secolarizzazione, pluralismo e tenuta degli assetti normativi: matrimoni religiosi con effetti civili, finanziamento delle confessioni religiose, insegnamento della religione nella scuola pubblica, discriminazioni fondate sulla religione, casi giudiziari e dibattito pubblico (rif. O4, O5)
Lingua Insegnamento
ITALIANO
Altre informazioni
Il docente comunicherà all’inizio del corso l’orario di ricevimento settimanale in presenza presso la stanza di Manica Lunga. Il docente è comunque sempre raggiungibile per ricevimenti tramite Microsoft Teams, previa richiesta all’indirizzo alessandro.ferrari@uninsubria.it.
La bibliografia dell’insegnamento è compilata e aggiornata sul portale Leganto. I materiali didattici utilizzati durante il corso sono resi disponibili sulle piattaforme Leganto ed e-learning.
Gli studenti con esigenze specifiche, DSA o disabilità sono invitati a contattare il docente per concordare le modalità di supporto.
Il docente è disponibile ad accogliere studenti in tesi su tematiche coerenti con il programma dell’insegnamento.
La bibliografia dell’insegnamento è compilata e aggiornata sul portale Leganto. I materiali didattici utilizzati durante il corso sono resi disponibili sulle piattaforme Leganto ed e-learning.
Gli studenti con esigenze specifiche, DSA o disabilità sono invitati a contattare il docente per concordare le modalità di supporto.
Il docente è disponibile ad accogliere studenti in tesi su tematiche coerenti con il programma dell’insegnamento.
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