Dati Generali
Periodo di attività
Primo Semestre (18/09/2026 - 18/12/2026)
Syllabus
Obiettivi Formativi
La prima parte del corso si propone di fornire agli studenti un quadro sistematico delle responsabilità delle imprese in materia ambientale, attraverso un percorso che combina i fondamenti della disciplina con l’analisi dei principali strumenti normativi nazionali ed europei. Dopo un’introduzione ai principi del diritto dell’ambiente e alla sua evoluzione nell’ordinamento italiano e dell’Unione europea, verranno esaminate le principali discipline settoriali che incidono sull’attività d’impresa, tra cui la direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale e la sua attuazione nel Codice dell’ambiente (d.lgs. n. 152/2006), la disciplina delle bonifiche dei siti contaminati, le direttive Seveso in materia di prevenzione degli incidenti rilevanti e i più recenti sviluppi connessi alla responsabilità climatica. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata al fenomeno del greenwashing e ai profili di responsabilità derivanti dall’utilizzo di comunicazioni ambientali ingannevoli o non adeguatamente fondate.
Al termine della prima parte dell’insegnamento, lo studente sarà in grado di comprendere e interpretare il quadro normativo delle responsabilità ambientali delle imprese, di analizzare le principali discipline settoriali e di valutare criticamente i profili di responsabilità connessi all’esercizio dell’attività economica, anche con riferimento alla prevenzione, alla riparazione del danno e al greenwashing.
La seconda parte del corso si propone di fornire agli studenti un metodo di analisi e interpretazione del diritto penale dell’ambiente, adottando una prospettiva contemporanea incentrata sul ruolo dell’impresa. La materia non verrà affrontata esclusivamente sotto il profilo repressivo-sanzionatorio di stampo penalistico classico, ma valorizzerà in modo centrale il circuito normativo volto alla prevenzione dei reati – attraverso gli strumenti della compliance aziendale e dell’autonormazione – e alla riparazione del danno ambientale.
In quest’ottica, dopo un inquadramento delle premesse di fondo anche attraverso mirati richiami di Green Criminology, l’insegnamento approfondirà l’evoluzione costituzionale (artt. 9 e 41 Cost.) e sovranazionale della tutela dell’ambiente. Un focus prioritario sarà dedicato ai meccanismi interni di gestione del rischio d’impresa: in particolare, si analizzeranno la responsabilità da reato dell’ente ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 e ai più recenti sviluppi del diritto europeo in materia di sostenibilità, con specifici approfondimenti sulla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) e sul suo impatto rispetto alle imprese multinazionali e alle relative catene di fornitura.
Verranno inoltre esaminati gli istituti di Environmental Restorative Justice e le procedure estintive basate sul ripristino dei luoghi.
Al termine dell’insegnamento lo studente sarà in grado di comprendere e interpretare la disciplina penalistica dei reati contro l’ambiente, di analizzare criticamente i principali orientamenti normativi e giurisprudenziali, di valutare i profili di responsabilità delle imprese e degli enti e di utilizzare in modo appropriato il linguaggio giuridico-penalistico nell’argomentazione delle questioni affrontate.
Al termine della prima parte dell’insegnamento, lo studente sarà in grado di comprendere e interpretare il quadro normativo delle responsabilità ambientali delle imprese, di analizzare le principali discipline settoriali e di valutare criticamente i profili di responsabilità connessi all’esercizio dell’attività economica, anche con riferimento alla prevenzione, alla riparazione del danno e al greenwashing.
La seconda parte del corso si propone di fornire agli studenti un metodo di analisi e interpretazione del diritto penale dell’ambiente, adottando una prospettiva contemporanea incentrata sul ruolo dell’impresa. La materia non verrà affrontata esclusivamente sotto il profilo repressivo-sanzionatorio di stampo penalistico classico, ma valorizzerà in modo centrale il circuito normativo volto alla prevenzione dei reati – attraverso gli strumenti della compliance aziendale e dell’autonormazione – e alla riparazione del danno ambientale.
In quest’ottica, dopo un inquadramento delle premesse di fondo anche attraverso mirati richiami di Green Criminology, l’insegnamento approfondirà l’evoluzione costituzionale (artt. 9 e 41 Cost.) e sovranazionale della tutela dell’ambiente. Un focus prioritario sarà dedicato ai meccanismi interni di gestione del rischio d’impresa: in particolare, si analizzeranno la responsabilità da reato dell’ente ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 e ai più recenti sviluppi del diritto europeo in materia di sostenibilità, con specifici approfondimenti sulla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) e sul suo impatto rispetto alle imprese multinazionali e alle relative catene di fornitura.
Verranno inoltre esaminati gli istituti di Environmental Restorative Justice e le procedure estintive basate sul ripristino dei luoghi.
Al termine dell’insegnamento lo studente sarà in grado di comprendere e interpretare la disciplina penalistica dei reati contro l’ambiente, di analizzare criticamente i principali orientamenti normativi e giurisprudenziali, di valutare i profili di responsabilità delle imprese e degli enti e di utilizzare in modo appropriato il linguaggio giuridico-penalistico nell’argomentazione delle questioni affrontate.
Prerequisiti
Per la prima parte dell’insegnamento, è opportuno che lo studente possieda un’adeguata conoscenza delle principali categorie del diritto privato e del diritto dell’Unione europea, necessaria per comprendere il quadro normativo delle responsabilità ambientali delle imprese e le discipline settoriali oggetto del corso.
La seconda parte dell’insegnamento si pone in continuità con la preparazione penalistica già acquisita e ne rappresenta un approfondimento. Per tale ragione, è opportuno che lo studente possieda una solida conoscenza delle nozioni fondamentali maturate nell’ambito dell’insegnamento di Diritto penale.
La seconda parte dell’insegnamento si pone in continuità con la preparazione penalistica già acquisita e ne rappresenta un approfondimento. Per tale ragione, è opportuno che lo studente possieda una solida conoscenza delle nozioni fondamentali maturate nell’ambito dell’insegnamento di Diritto penale.
Metodi didattici
L’insegnamento si svolgerà attraverso lezioni frontali dedicate all’analisi sistematica delle fonti normative, degli orientamenti giurisprudenziali più significativi e degli istituti e delle fattispecie alla base della materia. Le lezioni saranno integrate da momenti di confronto e discussione con gli/le studenti frequentanti, finalizzati all’analisi critica di casi concreti, decisioni giudiziarie e questioni di particolare attualità. Nell’ottica di favorire un approccio interdisciplinare, il corso potrà essere arricchito dalla partecipazione di magistrati, avvocati ed esperti che operano nell’ambito del diritto ambientale.
Verifica Apprendimento
La verifica dell’apprendimento avviene mediante esame orale con attribuzione del voto in trentesimi. Il colloquio prevede generalmente tre o quattro domande, finalizzate a verificare la preparazione complessiva sul programma.
Per gli studenti frequentanti, la frequenza e la partecipazione attiva alle attività didattiche costituiranno elementi di cui si terrà conto nella valutazione finale, insieme all’esito della prova orale.
Per gli studenti non frequentanti, la valutazione sarà basata esclusivamente sull’esito dell’esame orale. In entrambi i casi saranno valutate la conoscenza degli istituti, la capacità di analisi critica, di argomentazione e di applicazione delle conoscenze ai casi concreti, nonché la padronanza del linguaggio tecnico-giuridico.
Per gli studenti frequentanti, la frequenza e la partecipazione attiva alle attività didattiche costituiranno elementi di cui si terrà conto nella valutazione finale, insieme all’esito della prova orale.
Per gli studenti non frequentanti, la valutazione sarà basata esclusivamente sull’esito dell’esame orale. In entrambi i casi saranno valutate la conoscenza degli istituti, la capacità di analisi critica, di argomentazione e di applicazione delle conoscenze ai casi concreti, nonché la padronanza del linguaggio tecnico-giuridico.
Contenuti
La prima parte del corso analizza il sistema delle responsabilità delle imprese in materia ambientale, alla luce del diritto nazionale e dell’Unione europea. L’insegnamento approfondisce gli obblighi gravanti sulle imprese nella prevenzione e nella riparazione del danno ambientale, con particolare attenzione alle sfide poste dal cambiamento climatico e dalla crescente rilevanza della sostenibilità nelle attività economiche.
In particolare, saranno approfonditi i seguenti temi:
- i principi fondamentali del diritto dell’ambiente e la loro evoluzione nell’ordinamento italiano e dell’Unione europea, con particolare riferimento ai principi di prevenzione, precauzione, «chi inquina paga» e sviluppo sostenibile;
- la disciplina della responsabilità ambientale, con particolare riferimento alla direttiva 2004/35/CE e alla sua attuazione nel d.lgs. n. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), nonché agli strumenti di prevenzione e riparazione del danno ambientale;
- la disciplina delle bonifiche dei siti contaminati, con particolare attenzione all’individuazione del responsabile dell’inquinamento e agli obblighi di intervento gravanti sui diversi soggetti coinvolti;
- la prevenzione degli incidenti rilevanti connessi alla presenza di sostanze pericolose, attraverso l’analisi della disciplina europea e nazionale di attuazione delle direttive Seveso;
- i più recenti sviluppi della responsabilità climatica, con particolare riguardo agli obblighi delle imprese in materia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e all’emersione del contenzioso climatico;
- il fenomeno del greenwashing, con particolare attenzione alle dichiarazioni ambientali ingannevoli e ai relativi profili di responsabilità.
La seconda parte del corso esamina il sistema della tutela penale dell’ambiente attraverso una prospettiva orientata al ruolo dell’impresa, analizzando il passaggio da un modello prevalentemente repressivo-sanzionatorio a un paradigma fondato anche sulla prevenzione del rischio ambientale, sulla compliance, sulla responsabilizzazione degli operatori economici e sulla riparazione del danno ambientale.
In particolare, saranno approfonditi i seguenti temi:
- l’evoluzione della tutela penale dell’ambiente e la progressiva affermazione dell’ambiente quale bene giuridico meritevole di protezione, anche alla luce dei principi costituzionali, della normativa europea e della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo;
- il sistema dei reati contro l’ambiente, con particolare riferimento agli ecodelitti introdotti nel codice penale e alle principali fattispecie previste dal d.lgs. n. 152/2006 (Testo Unico Ambientale);
- la responsabilità da reato degli enti ai sensi del d.lgs. n. 231/2001, con particolare attenzione ai reati ambientali, ai modelli organizzativi e agli strumenti di prevenzione del rischio, nonché il ruolo della compliance ambientale e degli strumenti di autonormazione nella gestione dei rischi d’impresa e nella costruzione di sistemi aziendali orientati alla sostenibilità;
- gli sviluppi più recenti della disciplina europea in materia di sostenibilità e due diligence aziendale, con particolare riferimento alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) e alle implicazioni per le imprese multinazionali e alle relative catene di approvvigionamento;
- il fenomeno delle ecomafie e delle forme di criminalità organizzata connesse agli illeciti ambientali, con attenzione alle principali dinamiche operative e ai profili di contrasto;
- gli strumenti di riparazione e ripristino del danno ambientale, con particolare attenzione alle condotte riparatorie, alla bonifica dei siti contaminati e agli strumenti di giustizia riparativa applicabili alla materia ambientale.
In particolare, saranno approfonditi i seguenti temi:
- i principi fondamentali del diritto dell’ambiente e la loro evoluzione nell’ordinamento italiano e dell’Unione europea, con particolare riferimento ai principi di prevenzione, precauzione, «chi inquina paga» e sviluppo sostenibile;
- la disciplina della responsabilità ambientale, con particolare riferimento alla direttiva 2004/35/CE e alla sua attuazione nel d.lgs. n. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), nonché agli strumenti di prevenzione e riparazione del danno ambientale;
- la disciplina delle bonifiche dei siti contaminati, con particolare attenzione all’individuazione del responsabile dell’inquinamento e agli obblighi di intervento gravanti sui diversi soggetti coinvolti;
- la prevenzione degli incidenti rilevanti connessi alla presenza di sostanze pericolose, attraverso l’analisi della disciplina europea e nazionale di attuazione delle direttive Seveso;
- i più recenti sviluppi della responsabilità climatica, con particolare riguardo agli obblighi delle imprese in materia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e all’emersione del contenzioso climatico;
- il fenomeno del greenwashing, con particolare attenzione alle dichiarazioni ambientali ingannevoli e ai relativi profili di responsabilità.
La seconda parte del corso esamina il sistema della tutela penale dell’ambiente attraverso una prospettiva orientata al ruolo dell’impresa, analizzando il passaggio da un modello prevalentemente repressivo-sanzionatorio a un paradigma fondato anche sulla prevenzione del rischio ambientale, sulla compliance, sulla responsabilizzazione degli operatori economici e sulla riparazione del danno ambientale.
In particolare, saranno approfonditi i seguenti temi:
- l’evoluzione della tutela penale dell’ambiente e la progressiva affermazione dell’ambiente quale bene giuridico meritevole di protezione, anche alla luce dei principi costituzionali, della normativa europea e della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo;
- il sistema dei reati contro l’ambiente, con particolare riferimento agli ecodelitti introdotti nel codice penale e alle principali fattispecie previste dal d.lgs. n. 152/2006 (Testo Unico Ambientale);
- la responsabilità da reato degli enti ai sensi del d.lgs. n. 231/2001, con particolare attenzione ai reati ambientali, ai modelli organizzativi e agli strumenti di prevenzione del rischio, nonché il ruolo della compliance ambientale e degli strumenti di autonormazione nella gestione dei rischi d’impresa e nella costruzione di sistemi aziendali orientati alla sostenibilità;
- gli sviluppi più recenti della disciplina europea in materia di sostenibilità e due diligence aziendale, con particolare riferimento alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) e alle implicazioni per le imprese multinazionali e alle relative catene di approvvigionamento;
- il fenomeno delle ecomafie e delle forme di criminalità organizzata connesse agli illeciti ambientali, con attenzione alle principali dinamiche operative e ai profili di contrasto;
- gli strumenti di riparazione e ripristino del danno ambientale, con particolare attenzione alle condotte riparatorie, alla bonifica dei siti contaminati e agli strumenti di giustizia riparativa applicabili alla materia ambientale.
Lingua Insegnamento
Italiano
Altre informazioni
Il ricevimento si svolge, durante il periodo di lezione, al termine delle lezioni o su appuntamento, in presenza o tramite Microsoft Teams. Al termine del corso, il ricevimento prosegue su appuntamento, con cadenza almeno settimanale. Gli studenti sono invitati ad anticipare sinteticamente via e-mail l’oggetto del colloquio, così da consentirne un più efficace svolgimento.
Corsi
Corsi
GIURISPRUDENZA VARESE
Laurea Magistrale Ciclo Unico 5 Anni
5 anni
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Persone
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Ricercatori a tempo determinato
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