Partecipazione, come unica ospite, a trasmissione dell'emittente televisiva Byoblu
Public Engagement L’Iran per l’Occidente resta il nemico giurato degli USA, la Repubblica islamica instaurata nel 1979 dalla rivoluzione di Khomeini. E poi proteste, esecuzioni, donne arrestate dalla polizia morale degli ayatollah: anni di notizie che sembrano fatte apposta per giustificare un attacco allo “stato canaglia”, l’intervento esterno destinato a mettere fine allo status quo.
Ma cosa sappiamo davvero di quello che sta succedendo in Iran? Molto di quello di cui da giorni si sta parlando è frutto di informazioni indirette, spesso imprecise, addirittura distorte dall’intervento di forze esterne alla Repubblica islamica.
La narrazione delle proteste in atto non tiene conto di una situazione estremamente complicata.
Non ci si confronta con una storia plurimillenaria, con un livello culturale elevato della popolazione, anche e soprattutto di quella femminile.
Soprattutto non si tiene conto della vera causa che ha innescato le proteste in corso, quella economica. Una popolazione erosa da sanzioni rovinose che hanno annientato il potere d’acquisto degli iraniani lasciando intatto il potere politico di chi li governa.
Sanzioni occidentali che hanno colpito proprio quello che il mainstream mondiale ha eletto come simbolo della protesta: le donne iraniane, licenziate per prime e ridotte alla povertà estrema proprio a causa del “nostro” embargo. Ed ora tra le ipotesi, che poco entusiasmano Trump, si parla persino del ritorno dello Scià.
Ne abbiamo parlato con FARIAN SABAHI docente di Storia Contemporanea all’Università dell’Insubria ed esperta della Storia dell’Iran.
Sede dell’iniziativa:
On-line.
Periodo di svolgimento dell’iniziativa:
Gennaio 16, 2026