Data di Pubblicazione:
2021
Abstract:
La pronuncia in commento, pur ponendosi in linea di continuità con l’orientamento giurisprudenziale consolidatosi, suscita interesse per le modalità con cui ricorda che, al fine di accertare o escludere la sussistenza di un’ipotesi di accettazione tacita dell’eredità, i giudici non possano limitarsi a valutare il compimento di singoli atti aventi rilievo prettamente fiscale e/o conservativo, ma debbano indagare il complessivo comportamento del chiamato, prestando particolare attenzione all’eventuale possesso e gestione, anche solo parziale, dell’eredità, nonché a eventuali atti o condotte posse in essere da terzi ma causalmente riconducibili alla volontà del chiamato.
Sulla scorta di tali premesse la Suprema Corte conferma e approfondisce la regola secondo cui l’accettazione tacita può ravvisarsi non solo in un atto compiuto direttamente dal delato, ma anche in un’attività indiretta quale, ad esempio, l’incarico conferito ad un terzo di compiere atti di gestione ovvero in ipotesi di negotiorum gestio dei rapporti facenti capo al de cuius, purché tali atti di gestione siano ratificati e/o con-divisi dal chiamato.
Sulla scorta di tali premesse la Suprema Corte conferma e approfondisce la regola secondo cui l’accettazione tacita può ravvisarsi non solo in un atto compiuto direttamente dal delato, ma anche in un’attività indiretta quale, ad esempio, l’incarico conferito ad un terzo di compiere atti di gestione ovvero in ipotesi di negotiorum gestio dei rapporti facenti capo al de cuius, purché tali atti di gestione siano ratificati e/o con-divisi dal chiamato.
Tipologia CRIS:
Nota a sentenza
Keywords:
successione, accettazione tacita di eredità, negotiorum gestio
Elenco autori:
Duvia, Paolo
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