Data di Pubblicazione:
2020
Abstract:
Lo scritto si propone di fornire un contributo allo studio dell’autonormazione, quale fenomeno tipico del pluralismo giuridico contemporaneo che ormai non risparmia neppure il diritto penale, tradizionalmente più resistente alle contaminazioni normative extra-statuali. Muovendo dalle molteplici definizioni formulate nell’ambito della dottrina anglosassone e dopo aver identificato i macro-caratteri distintivi dell’autonormazione, se ne propone l’inquadramento come l’attività di controllo sociale, performata in contesti collettivi e organizzati, decentrati rispetto a quello statale, in cui si riscontra la tendenziale coincidenza tra creatori e destinatari della norma, la specializzazione del contenuto e l’applicazione segregata. Dopo averne tracciato l’eziologia seguendo un percorso interdisciplinare, illustrati i costi e i benefici esibiti dal diritto riflessivo, l’articolo delinea la rilevanza dell’autonormazione per la scienza penale, che viene investita dal fenomeno nelle sue diverse componenti. Infine, cogliendo l’autonormazione come strategia criminal-preventiva alternativa rispetto al diritto penale statuale, si staglia un orizzonte in cui la razionale assimilazione del diritto riflessivo nell’ordinamento penale consentirebbe di dare corpo non solo al principio di sussidiarietà c.d. orizzontale, ma anche alla clausola di extrema ratio penalistica.
Tipologia CRIS:
Articolo su Rivista
Keywords:
Self-Regulation; Autonormazione; extrema ratio; diritto riflessivo; reflexive law
Elenco autori:
Taverriti, Sara Bianca
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