Publication Date:
2018
abstract:
Da tempo la cultura letteraria lombarda è oggetto di attenzione, tanto da proporsi come ambito tra i più stimolanti per l’analisi critica, linguistica e filologica. Ma la “tradizione” cui fanno capo Parini, Porta, Manzoni e Gadda, per riconoscersi tale ha dialogato a lungo con l’Europa di Voltaire, di Stendhal e di Joyce. Un inatteso ampliamento degli orizzonti di riferimento − distante tanto dagli esercizi comparatistici quanto dal compiaciuto ripiegamento sulla saga consolatoria del primato morale – si rivela estremamente produttivo, nel definire le coordinate di un “mito” che conduce, in perfetta coerenza, la “scuola di Milano” del Settecento ai decisivi esiti novecenteschi: in una ricerca sul campo dove ai maggiori, con il ricoscimento del loro imprescindibile ruolo nella definizione del canone nazionale, si affiancano “minori” (dalle “donne d’ingegno”, Maria Gaetana Agnesi e Clelia Borromeo, ai giornalisti e ai poligrafi) che guardavano a sviluppi diversi ma non meno ambiziosi. Una sezione del volume è dedicata alle biblioteche sette-ottocentesche (delle istituzioni e degli scrittori), centri fondamentali nella diffusione del sapere e delle idee.
Iris type:
Monografia o trattato scientifico
Keywords:
Settecento, Ottocento, Novecento, Letteratura, Lombardia, riforme, Società Palatina, Biblioteca Braidense, Biblioteca Ambrosiana, Accademie milanesi, Trasformati, Il Caffè, Clelia Borromeo, Maria Gaetana Agnesi, Muratori, Verri, Beccaria, Parini, Frisi, Giovio, Foscolo, Manzoni, Silva, Cattaneo, Ferrari, Stefano Stampa, Sereni, Gadda, Alfonso Casati, Croce, Morselli, D'Annunzio, Marinetti, Navigli, Milano, Risorgimento, Futurismo, Linati, Joyce
List of contributors:
Gaspari, Gianmarco
Published in: