ID:
GIU0476
Durata (ore):
36
CFU:
6
SSD:
DIRITTO CANONICO E DIRITTO ECCLESIASTICO
Anno:
2026
Dati Generali
Periodo di attività
Primo Semestre (21/09/2026 - 23/12/2026)
Syllabus
Obiettivi Formativi
Obiettivi formativi.
Il corso intende fornire una conoscenza approfondita e ragionata dei diritti religiosi (in particolare diritto canonico, ebraico ed islamico), nella consapevolezza della loro importanza nell’indirizzare la vita dei fedeli e, quindi, del ruolo giocato nelle società contemporanee, caratterizzate da una pluralità di culture e credenze. Tale conoscenza appare essenziale per i futuri mediatori interlinguistici e interculturali, chiamati a operare in un contesto multiculturale e multireligioso e a conoscere le modalità di applicazione dei diritti religiosi all'interno delle dinamiche sociali contemporanee. L’insegnamento concorre, pertanto, al raggiungimento degli obiettivi formativi specifici del Corso di Studio; si affianca, in tal senso, a quello di Religioni e diritti nella società multiculturale, che esamina più in dettaglio alcune ricadute operative del rapporto tra religioni e diritti fondamentali nella società multiculturale contemporanea.
Risultati di apprendimento attesi.
Al termine dell’insegnamento, lo studente sarà in grado di:
Descrivere i tratti fondamentali delle principali tradizioni religiose trattate nel corso, delle loro caratteristiche comuni e delle loro specificità; saper cogliere la differenza tra sistemi giuridici religiosi e statuali/secolari.
Comprendere e saper descrivere il ruolo dei diritti religiosi per la vita dei fedeli e le problematiche relative alla loro applicazione e al rapporto con il diritto degli Stati contemporanei.
Analizzare situazioni concrete in cui i diritti religiosi hanno un rilievo per la vita dei fedeli e nella vita delle società contemporanee.
Elaborare valutazioni critiche autonome sui temi affrontati, riconoscendo il ruolo dei diritti religiosi, la loro storicizzazione e interpretazione, la presenza di elementi culturali e tradizionali.
Valutare le questioni relative alla relazione tra diritti religiosi e diritto dello Stato, esaminando criticamente le problematiche e ipotizzando modalità di gestione tipiche della mediazione, attente alla convivenza delle diversità.
Il corso intende fornire una conoscenza approfondita e ragionata dei diritti religiosi (in particolare diritto canonico, ebraico ed islamico), nella consapevolezza della loro importanza nell’indirizzare la vita dei fedeli e, quindi, del ruolo giocato nelle società contemporanee, caratterizzate da una pluralità di culture e credenze. Tale conoscenza appare essenziale per i futuri mediatori interlinguistici e interculturali, chiamati a operare in un contesto multiculturale e multireligioso e a conoscere le modalità di applicazione dei diritti religiosi all'interno delle dinamiche sociali contemporanee. L’insegnamento concorre, pertanto, al raggiungimento degli obiettivi formativi specifici del Corso di Studio; si affianca, in tal senso, a quello di Religioni e diritti nella società multiculturale, che esamina più in dettaglio alcune ricadute operative del rapporto tra religioni e diritti fondamentali nella società multiculturale contemporanea.
Risultati di apprendimento attesi.
Al termine dell’insegnamento, lo studente sarà in grado di:
Descrivere i tratti fondamentali delle principali tradizioni religiose trattate nel corso, delle loro caratteristiche comuni e delle loro specificità; saper cogliere la differenza tra sistemi giuridici religiosi e statuali/secolari.
Comprendere e saper descrivere il ruolo dei diritti religiosi per la vita dei fedeli e le problematiche relative alla loro applicazione e al rapporto con il diritto degli Stati contemporanei.
Analizzare situazioni concrete in cui i diritti religiosi hanno un rilievo per la vita dei fedeli e nella vita delle società contemporanee.
Elaborare valutazioni critiche autonome sui temi affrontati, riconoscendo il ruolo dei diritti religiosi, la loro storicizzazione e interpretazione, la presenza di elementi culturali e tradizionali.
Valutare le questioni relative alla relazione tra diritti religiosi e diritto dello Stato, esaminando criticamente le problematiche e ipotizzando modalità di gestione tipiche della mediazione, attente alla convivenza delle diversità.
Prerequisiti
Non ci sono prerequisiti formali di accesso al corso. Si raccomanda un interesse all’approfondimento dei diritti religiosi e delle loro ricadute sociali.
Metodi didattici
Il corso si articola in 36 ore di didattica in presenza (una lezione di 3 ore alla settimana).
L’approccio metodologico comprende: lezioni frontali di inquadramento teorico e normativo, finalizzate all’acquisizione delle conoscenze di base; coinvolgimento attivo degli studenti, attraverso analisi e discussione guidata di casi concreti e giurisprudenziali, al fine di sviluppare le capacità analitiche e l’autonomia di giudizio. Le lezioni avranno un approccio interdisciplinare, illustrando, oltre alle caratteristiche dei sistemi giuridici religiosi, i contesti storici e culturali, alcuni elementi di scienze religiose e di sociologia, essenziali per una comprensione complessiva degli istituti analizzati. Il corso prevede anche interventi seminariali di ospiti provenienti dal mondo accademico, dalle pubbliche amministrazioni, dalle comunità religiose e dalla società civile, per arricchire la prospettiva interdisciplinare e le valutazioni dei casi concreti.
Il materiale didattico (slides, testi normativi, casi di studio, materiali di approfondimento e indicazioni bibliografiche) sarà reso disponibile sulla piattaforma e-learning di Ateneo.
Agli studenti non frequentanti è richiesto lo studio integrale dei testi indicati in bibliografia; per chiarimenti, sono invitati a contattare il docente per un colloquio nell’orario di ricevimento.
L’approccio metodologico comprende: lezioni frontali di inquadramento teorico e normativo, finalizzate all’acquisizione delle conoscenze di base; coinvolgimento attivo degli studenti, attraverso analisi e discussione guidata di casi concreti e giurisprudenziali, al fine di sviluppare le capacità analitiche e l’autonomia di giudizio. Le lezioni avranno un approccio interdisciplinare, illustrando, oltre alle caratteristiche dei sistemi giuridici religiosi, i contesti storici e culturali, alcuni elementi di scienze religiose e di sociologia, essenziali per una comprensione complessiva degli istituti analizzati. Il corso prevede anche interventi seminariali di ospiti provenienti dal mondo accademico, dalle pubbliche amministrazioni, dalle comunità religiose e dalla società civile, per arricchire la prospettiva interdisciplinare e le valutazioni dei casi concreti.
Il materiale didattico (slides, testi normativi, casi di studio, materiali di approfondimento e indicazioni bibliografiche) sarà reso disponibile sulla piattaforma e-learning di Ateneo.
Agli studenti non frequentanti è richiesto lo studio integrale dei testi indicati in bibliografia; per chiarimenti, sono invitati a contattare il docente per un colloquio nell’orario di ricevimento.
Verifica Apprendimento
Per gli studenti frequentanti, l’esame finale consiste in una prova scritta della durata di 75 minuti, composta da cinque domande a risposta aperta, ciascuna valutata con un punteggio da 0 a 6, per un massimo di 30 punti.
Le domande sono articolate in modo da verificare il raggiungimento dei Risultati di apprendimento attesi secondo la seguente corrispondenza: domanda 1: conoscenza e comprensione dei diritti religiosi e delle loro caratteristiche (obiettivo formativo 1); domande 2-3-4: capacità di analizzare il ruolo dei diritti religiosi nella vita dei fedeli, nelle situazioni concrete e nei rapporti con i diritti statuali; capacità di analizzare e valutare criticamente evoluzione, caratteri e applicazione dei diritti religiosi, nelle tematiche specifiche esaminate in aula (obiettivi formativi 2, 3, 4, 5); domanda 5: autonomia di giudizio, capacità argomentativa e capacità di valutazione dei casi concreti, con riferimento a quanto illustrato in aula ma anche a ipotesi formulate autonomamente sulle modalità di gestione tipiche della mediazione interculturale e interreligiosa (obiettivo 5).
Per gli studenti non frequentanti, la verifica dell’apprendimento avviene attraverso un esame orale, nel quale saranno valutate: la padronanza dei contenuti del programma (obiettivi 1, 2, 3, 4); la capacità di analisi critica e argomentazione (obiettivi 2, 3, 4, 5); l’uso della terminologia corretta.
Parametri di valutazione e graduazione dei voti: 18-21: lo studente dimostra una conoscenza sufficiente ma prevalentemente mnemonica dei contenuti, con un’esposizione non sempre organica e un uso limitato della terminologia specialistica. 22-24: lo studente dimostra una conoscenza discreta dei contenuti, con capacità di collegamento parziale tra i temi e un uso generalmente corretto del lessico tecnico. 25-27: lo studente dimostra una buona padronanza dei contenuti, con capacità di analisi e argomentazione critica e un uso adeguato della terminologia specialistica. 28-30: lo studente dimostra una conoscenza approfondita e sistematica dei contenuti, con eccellente capacità di collegamento interdisciplinare, argomentazione rigorosa e piena padronanza del lessico tecnico-giuridico e socio-religioso. 30 e lode: oltre ai requisiti della fascia precedente, lo studente manifesta originalità nell’argomentazione, profondità di analisi critica e capacità di elaborazione personale dei contenuti.
L’attribuzione del voto finale è in trentesimi.
Le domande sono articolate in modo da verificare il raggiungimento dei Risultati di apprendimento attesi secondo la seguente corrispondenza: domanda 1: conoscenza e comprensione dei diritti religiosi e delle loro caratteristiche (obiettivo formativo 1); domande 2-3-4: capacità di analizzare il ruolo dei diritti religiosi nella vita dei fedeli, nelle situazioni concrete e nei rapporti con i diritti statuali; capacità di analizzare e valutare criticamente evoluzione, caratteri e applicazione dei diritti religiosi, nelle tematiche specifiche esaminate in aula (obiettivi formativi 2, 3, 4, 5); domanda 5: autonomia di giudizio, capacità argomentativa e capacità di valutazione dei casi concreti, con riferimento a quanto illustrato in aula ma anche a ipotesi formulate autonomamente sulle modalità di gestione tipiche della mediazione interculturale e interreligiosa (obiettivo 5).
Per gli studenti non frequentanti, la verifica dell’apprendimento avviene attraverso un esame orale, nel quale saranno valutate: la padronanza dei contenuti del programma (obiettivi 1, 2, 3, 4); la capacità di analisi critica e argomentazione (obiettivi 2, 3, 4, 5); l’uso della terminologia corretta.
Parametri di valutazione e graduazione dei voti: 18-21: lo studente dimostra una conoscenza sufficiente ma prevalentemente mnemonica dei contenuti, con un’esposizione non sempre organica e un uso limitato della terminologia specialistica. 22-24: lo studente dimostra una conoscenza discreta dei contenuti, con capacità di collegamento parziale tra i temi e un uso generalmente corretto del lessico tecnico. 25-27: lo studente dimostra una buona padronanza dei contenuti, con capacità di analisi e argomentazione critica e un uso adeguato della terminologia specialistica. 28-30: lo studente dimostra una conoscenza approfondita e sistematica dei contenuti, con eccellente capacità di collegamento interdisciplinare, argomentazione rigorosa e piena padronanza del lessico tecnico-giuridico e socio-religioso. 30 e lode: oltre ai requisiti della fascia precedente, lo studente manifesta originalità nell’argomentazione, profondità di analisi critica e capacità di elaborazione personale dei contenuti.
L’attribuzione del voto finale è in trentesimi.
Contenuti
Il corso affronta i diritti religiosi, con una particolare attenzione al loro ruolo nella società multiculturale contemporanea e alle criticità che possono emergere dal loro rapporto con il diritto statuale. Attraverso l’analisi comparata di alcuni sistemi giuridici religiosi (in particolare, il diritto ebraico, canonico ed islamico), il corso promuove una conoscenza approfondita e una lettura critica dei comportamenti dei fedeli delle diverse religioni e delle possibili situazioni di conflitto che possono emergere e che i mediatori interculturali sono chiamati a gestire.
I contenuti sono così articolati:
Introduzione sulle caratteristiche comuni dei diversi sistemi giuridici religiosi e sui loro rapporti con i sistemi giuridici secolari (ca. 6 h., obiettivi 1 e 5)
Caratteristiche di alcuni diritti religiosi (in particolare diritto canonico, ebraico, islamico) (3 h, obiettivi 1 e 2).
Tematiche specifiche, rilevanti per la vita dei fedeli e per la loro interazione con i sistemi giuridici statuali: il matrimonio, i rapporti tra i sessi e lo status della donna (parità, accesso ai ministeri, mutilazioni genitali femminili, donna nella famiglia, ecc.), la bioetica, le regole religiose alimentari, le pratiche in ambito sanitario (circoncisione, trasfusioni, fine vita, trattamento dei defunti) (circa 20-24 h., obiettivi 2, 3, 4, 5).
Alcuni casi particolari, affrontati anche attraverso seminari con ospiti esterni e con esercitazioni: si tratta di approfondimenti su come la mediazione può affrontare nel concreto alcune tematiche e risolvere i conflitti tra diritti e tra comunità nella società multiculturale (3-6 h., obiettivi formativi 3, 4 e 5).
I contenuti sono così articolati:
Introduzione sulle caratteristiche comuni dei diversi sistemi giuridici religiosi e sui loro rapporti con i sistemi giuridici secolari (ca. 6 h., obiettivi 1 e 5)
Caratteristiche di alcuni diritti religiosi (in particolare diritto canonico, ebraico, islamico) (3 h, obiettivi 1 e 2).
Tematiche specifiche, rilevanti per la vita dei fedeli e per la loro interazione con i sistemi giuridici statuali: il matrimonio, i rapporti tra i sessi e lo status della donna (parità, accesso ai ministeri, mutilazioni genitali femminili, donna nella famiglia, ecc.), la bioetica, le regole religiose alimentari, le pratiche in ambito sanitario (circoncisione, trasfusioni, fine vita, trattamento dei defunti) (circa 20-24 h., obiettivi 2, 3, 4, 5).
Alcuni casi particolari, affrontati anche attraverso seminari con ospiti esterni e con esercitazioni: si tratta di approfondimenti su come la mediazione può affrontare nel concreto alcune tematiche e risolvere i conflitti tra diritti e tra comunità nella società multiculturale (3-6 h., obiettivi formativi 3, 4 e 5).
Lingua Insegnamento
ITALIANO
Altre informazioni
La prof.ssa Coglievina riceve prima e dopo la lezione, oppure su appuntamento, da concordare tramite e-mail. Si potranno fissare dei colloqui anche attraverso la piattaforma Microsoft Teams.
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