Wildlife in the Anthropocene: behavioral, genetic and physiological responses to urbanization in two mammal species
ProgettoIl progetto PRIN 2022 ha analizzato gli effetti dell’urbanizzazione sulla fauna, con particolare riferimento allo scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris) e al lupo (Canis lupus), utilizzati come specie modello per comprendere come i mammiferi si adattino ai paesaggi antropizzati. L’obiettivo principale è stato quello di identificare i meccanismi comportamentali, fisiologici e genetici che consentono agli animali di convivere con la crescente presenza umana, valutando al contempo le possibili modificazioni microevolutive indotte dall’ambiente urbano. Il progetto, sviluppato dalle Università di Sassari, Insubria, Torino e Siena, ha integrato competenze di ecologia comportamentale, genetica, fisiologia e analisi spaziale. Sono stati sviluppati nuovi indici di urbanizzazione specifici per specie e habitat, utilizzati per studiare variazioni nei ritmi di attività, nella dieta, nelle risposte allo stress e nei segnali genomici associati all’adattamento agli ambienti antropizzati. I risultati attesi riguardavano una migliore comprensione dei fattori che favoriscono la presenza della fauna nei contesti urbani e periurbani, oltre all’individuazione di strumenti utili per la gestione della convivenza uomo-fauna e per la mitigazione dei conflitti. Il progetto prevedeva inoltre attività di disseminazione scientifica, pubblicazioni open access e il coinvolgimento di giovani ricercatori in un contesto multidisciplinare e inclusivo. I risultati raggiunti hanno evidenziato che sia il lupo sia lo scoiattolo rosso mostrano elevata plasticità ecologica: modificano comportamento, dieta e risposte endocrine in relazione al grado di urbanizzazione. Nei lupi sono emersi adattamenti nei ritmi di attività, con una maggiore notturnità nelle aree più antropizzate, mentre negli scoiattoli sono state osservate variazioni nella flessibilità comportamentale e nell’alimentazione. Le analisi genomiche hanno inoltre identificato segnali di selezione associati a funzioni metaboliche, cognitive e comportamentali, suggerendo processi adattativi in corso. I risultati rappresentano un contributo innovativo alla comprensione degli effetti ecologici dell’urbanizzazione e forniscono basi scientifiche utili alla conservazione e gestione della fauna selvatica nei paesaggi antropizzati.