Il Servizio Sanitario Nazionale rappresenta una delle conquiste più significative del nostro Paese, fondato sui principi di universalità, equità e solidarietà. Tuttavia, negli ultimi decenni, il suo sviluppo ha mostrato segnali sempre più evidenti di frammentazione e indebolimento.
Il processo di regionalizzazione, nato con l’intento di avvicinare i servizi ai cittadini e migliorarne l’efficienza, ha progressivamente prodotto un sistema disomogeneo, caratterizzato da profonde disuguaglianze territoriali. La cosiddetta “deintegrazione istituzionale” si manifesta proprio in questa perdita di coerenza: modelli organizzativi diversi, livelli di assistenza non uniformi e capacità di risposta variabile tra le regioni.
A ciò si aggiungono criticità strutturali come il sottofinanziamento cronico, la carenza di personale sanitario e l’aumento della domanda legata all’invecchiamento della popolazione. Questi fattori alimentano il rischio di una progressiva erosione del modello pubblico, favorendo l’espansione del settore privato e mettendo in discussione il principio di accesso universale alle cure.
Il “rischio di estinzione” del SSN non va inteso come una scomparsa improvvisa, ma come una lenta trasformazione: da sistema universalistico a sistema sempre più selettivo, in cui la qualità e la tempestività delle cure dipendono dalla capacità economica dei cittadini.
Di fronte a questo scenario, diventa fondamentale ripensare il ruolo dello Stato, rafforzare i meccanismi di coordinamento nazionale e investire in modo strutturale nella sanità pubblica. Solo attraverso una visione condivisa e politiche lungimiranti sarà possibile preservare e rilanciare il SSN come pilastro di coesione sociale e diritto fondamentale alla salute.
Sede dell’iniziativa:
Università degli Studi dell'Insubria, Padiglione Antonini, Via O. Rossi, Varese e su piattaforma TEAMS
Periodo di svolgimento dell’iniziativa:
Febbraio 11, 2026