Data di Pubblicazione:
2023
Abstract:
L’articolo affronta il tema dell’accesso alla giustizia penale per le vittime di reato con status migratorio irregolare. Uno dei prominenti effetti collaterali derivanti dalla criminalizzazione dell’immigrazione irregolare è la sostanziale esclusione di questi individui dal circuito del sistema giudiziario penale, dal momento che gli stessi temono di essere sottoposti a processo o comunque espulsi dal territorio statale a seguito del contatto con le forze di polizia. Il lavoro prende le mosse dalle somiglianze tra la condizione della vittima migrante irregolare e il c.d. “cruel trilemma” che avvince l’indagato/imputato nell’ardua scelta tra tacere, dichiarare il falso alle autorità o autoincriminarsi. L’A. si domanda quindi se sia possibile che il principio del nemo tenetur se detegere possa essere utilizzato per fornire protezione a queste vittime. Dopo aver preso in considerazione una serie di strumenti (domestici e non) che offrono protezione e rimedio a queste situazioni, anche attraverso la tutela del diritto al silenzio delle vittime, l’articolo propone l’estensione del campo di applicazione di questa garanzia (originariamente concepita in favore dell’indagato/imputato) anche a questi soggetti, in ragione dell’insufficienza dei meccanismi di tutela e delle perduranti discriminazioni gravanti sulle vittime migranti irregolari.
Tipologia CRIS:
Articolo su Rivista
Keywords:
Diritto al silenzio; nemo tenetur se detegere; crimmigration; vittime di reato; direttiva vittime; immigrazione irregolare; permessi di soggiorno speciali; safe reporting; firewall policies; sanctuary cities; right to silence; right not to incriminate oneself
Elenco autori:
Taverriti, Sara Bianca
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