Data di Pubblicazione:
2025
Abstract:
Il cinema di Jia Zhangke cattura le contraddizioni sociali e culturali degli individui – soprattutto le classi lavoratrici rurali e migranti – a seguito della riforma economica di capitalismo moderato della Cina avviata nel 1979. Come altri registi cinesi prima di lui – tra tutti Zhang Yimou – Jia sembra particolarmente interessato all’universo femminile. Le sue donne sono costantemente rappresentate nell’atto (talvolta mancato) di un “attraversamento”: di tempi, di spazi, di classe. Che si tratti di viaggiatrici ostinate, all’inseguimento di uomini inetti (Still Life, 2006; I figli del fiume giallo, 2018), flâneuses in ambienti apocalittici e dall’esotismo decadente (ancora Still Life e The World, 2004), migranti forzate dalle logiche del progresso economico (24 City, 2008) o risolute sognatrici dell’Occidente (Unknown Pleasure, 2002; Al di là delle montagne, 2015), tutte sembrano indicare nel movimento (anche solo immaginato) una forma di (r)esistenza sullo sfondo di una Cina imperfetta.
Tipologia CRIS:
Articolo in Volume
Keywords:
Jia Zhang-ke; cinema cinese; donne e cinema; donne e movimento; flanerie
Elenco autori:
Piredda, Maria Francesca
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Titolo del libro:
Viandanze. Donne in viaggio e in movimento nel cinema e negli audiovisivi