Data di Pubblicazione:
2021
Abstract:
Tra i numerosi problemi suscitati dall’intensa globalizzazione dei mercati
e dalla sfumatura dei confini territoriali vi è quello della traduzionetrasposizione
dei lessici giuridici da una lingua all’altra. Gli studi, in materia di traduttologia giuridica, si concentrano principalmente in Canada, in cui vi è l’esigenza di tradurre testi legali dall’inglese, lingua di common law, al francese, lingua di civil law, e di redigere testi normativi bilingui. Così pure nell'ambito europeo dove sorge il problema del multilinguismo istituzionale.
Minore attenzione, tuttavia, viene dedicata ai problemi che si pongono
nella trasposizione di lessici da lingue occidentali alla lingua araba e viceversa
relativamente soprattutto ai testi contrattuali.
Un chiaro esempio riguarda la traduzione del termine sharia inteso non
solo come “diritto” stricto sensu, ma con il significato più ampio di “legge”.
Attribuire al concetto di sharia la mera definizione di “diritto” sarebbe, infatti,
riduttivo per i connotati reali che questa parola assume. Il che spesso porta i
giuristi a mantenere il lemma d’origina araba, non tradotta, accompagnata da
una spiegazione del suo contenuto concettuale.
Da e verso l’arabo si è sempre tradotto, ma la quantità di fraintendimenti
e di errori che affiorano dalle traduzioni è nettamente più elevato di quello che
ricorre nelle traduzioni tra lingue occidentali. È per questo motivo che si
ritiene utile approfondire questo àmbito della traduttologia e ciò anche in
considerazione della sempre maggiore integrazione a livello commerciale e
finanziario tra il mondo occidentale e quello arabo.
e dalla sfumatura dei confini territoriali vi è quello della traduzionetrasposizione
dei lessici giuridici da una lingua all’altra. Gli studi, in materia di traduttologia giuridica, si concentrano principalmente in Canada, in cui vi è l’esigenza di tradurre testi legali dall’inglese, lingua di common law, al francese, lingua di civil law, e di redigere testi normativi bilingui. Così pure nell'ambito europeo dove sorge il problema del multilinguismo istituzionale.
Minore attenzione, tuttavia, viene dedicata ai problemi che si pongono
nella trasposizione di lessici da lingue occidentali alla lingua araba e viceversa
relativamente soprattutto ai testi contrattuali.
Un chiaro esempio riguarda la traduzione del termine sharia inteso non
solo come “diritto” stricto sensu, ma con il significato più ampio di “legge”.
Attribuire al concetto di sharia la mera definizione di “diritto” sarebbe, infatti,
riduttivo per i connotati reali che questa parola assume. Il che spesso porta i
giuristi a mantenere il lemma d’origina araba, non tradotta, accompagnata da
una spiegazione del suo contenuto concettuale.
Da e verso l’arabo si è sempre tradotto, ma la quantità di fraintendimenti
e di errori che affiorano dalle traduzioni è nettamente più elevato di quello che
ricorre nelle traduzioni tra lingue occidentali. È per questo motivo che si
ritiene utile approfondire questo àmbito della traduttologia e ciò anche in
considerazione della sempre maggiore integrazione a livello commerciale e
finanziario tra il mondo occidentale e quello arabo.
Tipologia CRIS:
Articolo su Rivista
Elenco autori:
Benarafa, Jihane
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Pubblicato in: