Per Bernardino Galliari “Prospettivo insigne” e l’attività dei Galliari in Piemonte. Nuovi indirizzi di ricerca
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
La bibliografia sulle tre generazioni di artisti della famiglia Galliari, pur ampia, ha focalizzato l’attenzione, anche nel corso degli ultimi due decenni, sulla vasta produzione nello Stato di Milano di Bernardino e dei due fratelli, Fabrizio e Giovanni Antonio, sia in qualità di pittori frescanti che, soprattutto, di scenografi teatrali. Diversamente, la loro attività in territorio piemontese, e in particolare nella capitale, considerando il loro status di sudditi sabaudi, mai abbandonato, è stata oggetto di maggiore ricerca in merito all’attività di scenografi, svolta principalmente da Bernardino e da Fabrizio, per il Teatro Regio di Torino, ma in modo episodico in relazione alle campagne decorative per edifici di culto e soprattutto per la committenza aristocratica di corte. Il presente contributo intende analizzare in particolare questo ultimo ambito, rileggendo la dialettica di ruoli tra i fratelli nelle diverse specializzazioni di pittori di quadratura e di figura e i loro modelli di riferimento, secondo modalità di suddivisione del lavoro dell’impresa famigliare che trovano nello stesso Piemonte sabaudo un interessante precedente nei Pozzi di Valsolda e un seguito e competizione sul territorio nei Torricelli di Lugano. Si pongono in luce, inoltre, le motivazioni della nomina e il significato del ruolo esercitato da Bernardino in qualità di docente della Regia Accademia di Pittura e Scultura di Torino per oltre un decennio, a partire dal 1778, mai oggetto di specifica riflessione.
Tipologia CRIS:
Articolo in Volume
Keywords:
Galliari fratelli, Piemonte pittura secolo XVIII, Lombardia pittura secolo XVIII, Piemonte architetture illusionistiche secolo XVIII, Lombardia architetture illusionistiche secolo XVIII
Elenco autori:
Facchin, Laura
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Titolo del libro:
Le teorie, le tecniche, i repertori figurativi nella prospettiva d’architettura tra il ‘400 e il ‘700. Dall’acquisizione alla lettura del dato,
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