Data di Pubblicazione:
2024
Abstract:
Lo scritto si interroga sul potenziale impatto del cosiddetto principio di risultato sulla discrezionalità che il nuovo codice dei contratti pubblici, cioè D.Lgs. 36/2023, parrebbe accordare alle amministrazioni pubbliche, nella definizione delle procedure concessorie.
L’articolo si ripromette, in prima battuta, di mostrare che l’assunzione del criterio di risultato, tra i principi portanti del codice, non confligge affatto con l’impostazione del diritto europeo sulla materia degli affidamenti concessori, ma anzi ne costituisce attuazione coerente.
La seconda parte del lavoro invita a considerare che la categoria delle concessioni è alquanto eterogenea, sul piano sostanziale, e che pertanto proprio la corretta declinazione del principio di risultato invita, in funzione dell’efficienza, ad adattare le caratteristiche delle procedure di conferimento alle caratteristiche delle transazioni, in linea con gli insegnamenti offerti da una ricca letteratura interdisciplinare.
L’articolo si ripromette, in prima battuta, di mostrare che l’assunzione del criterio di risultato, tra i principi portanti del codice, non confligge affatto con l’impostazione del diritto europeo sulla materia degli affidamenti concessori, ma anzi ne costituisce attuazione coerente.
La seconda parte del lavoro invita a considerare che la categoria delle concessioni è alquanto eterogenea, sul piano sostanziale, e che pertanto proprio la corretta declinazione del principio di risultato invita, in funzione dell’efficienza, ad adattare le caratteristiche delle procedure di conferimento alle caratteristiche delle transazioni, in linea con gli insegnamenti offerti da una ricca letteratura interdisciplinare.
Tipologia CRIS:
Articolo su Rivista
Keywords:
principio di risultato; concessioni amministrative; procedure di affidamento
Elenco autori:
Cafagno, Maurizio
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